Centro su Costi e Performance Aziendali

Centro su Costi e Performance Aziendali

IL NOSTRO CENTRO

Il Centro Costi e Performance Aziendali svolge una sistematica attività di ricerca al fine di individuare le principali determinanti delle performance aziendali, osservate non solo nella loro dimensione economico-finanziaria. Analizzare la Redditività rimane centrale, ma non è sufficiente. In particolare nuovi modelli e nuovi parametri-obiettivo vanno ricercati e selezionati, per catturare dimensioni delle performance aziendali spesso trascurate o non osservate come le dimensioni legate agli impatti sociali e ambientali della gestone d’impresa. L’attenzione a queste dimensioni anche per la crescente domanda che su questi aspetti si sta affermando non solo da parte della società civile.

Non meno rilevanti per il loro impatto sulle performance aziendali sono le dinamiche dei costi sia nella loro componente operativa (opex) che nelle componenti strategica rappresentata dai «costi per il futuro» e dagli investimenti con una distinzione che si va facendo cruciale tra capex e stratex. Per questo nella letteratura e nelle prassi aziendali si sono affermate logiche che suggeriscono di passare dal semplice cost control al più articolato e incisivo cost management.

La nostra attività per offrire alle organizzazioni metriche e misure che aiutino a gestire nel modo più efficace e selettivo possibile i costi e le performance, nella convinzione che i «numeri» possano essere un rilevante supporto per decidere prima e per valutare poi i risultati delle decisioni prese.

Obiettivi del Centro sono offrire indicazioni sulle più efficaci prassi di misurazione e gestione delle performance aziendali. Queste prassi rappresentano momenti importanti della più ampia attività di direzione. Sono chiamate ad indicare, in sintonia con la strategia aziendale, gli obiettivi-risultati attesi, verso i quali indirizzare l’organizzazione (attività di pianificazione), e a controllare i risultati effettivi conseguiti, per apprezzarne l’allineamento con quelli desiderati.

La scelta delle variabili espressione delle performance da misurare è una scelta delicata, che deve traguardare le sole misure economico-finanziarie per concentrarsi su variabili sempre più espressione delle varie determinanti (drivers) le performance, più che limitarsi ai risultati delle performance.

Per questo sono nate scuole di pensiero che hanno arricchito la strumentazione di management con una serie di proposte centrate su Indicatori Non Financial.

Anche la Liuc Business School, da sempre sensibile a questa evoluzione, propone ricerche, occasioni di formazione e pubblicazioni che facilitino il costante aggiornamento sui temi dell’analisi dei costi, della loro gestione e, più in generale, del performance management e measurement, anche in ambiente digitale.

Le misure delle performance aziendali, chiamate in fase di pianificazione ad un corretto indirizzo della gestione aziendale e poi ad una loro puntuale valutazione nella fase di controllo,  nel tempo si sono evolute, per ampliarsi a variabili in passato “trascurate”. Si è transitati da variabili quasi esclusivamente economico-finanziarie a quelle non finanziarie ed oggi si ambisce a catturare nuove dimensioni come quelle relative agli impatti sociali ed ambientali dell’agire d’impresa. Non a caso dopo strumenti come l’Activity Based Costing (non solo costing), i Key Performance Indicator e la loro evoluzione nella Balanced Scorecard, si sono diffusi nelle prassi italiane ed estere e si sono aggiunti nella letteratura di management altri strumenti come il Rapporto Ambientale e il Rapporto di Sostenibilità. Questo proliferare di Report e di indicatori di performance sta così spingendo la letteratura di management verso una loro razionalizzazione che, almeno in parte, sembrerebbe rintracciabile in Integrated Reporting. Ma la Ricerca sulle performance e sulla loro significatività strategica ed operativa è ancora aperta. Attività come la logistica, l’innovazione, l’internazionalizzazione e altre ancora sono in attesa di soluzioni. Lo sono anche alcune tipologie di impresa: come valutare le performance delle imprese che hanno avviato progetti Industry 4.0, quali parametri per le filiere di imprese del food o del fashion o dell’arredo-casa. Tutte realtà nelle quali l’italian style ha un preciso posizionamento a livello di mercati globali e deve essere compreso nelle sue determinanti.

AMBITI DI RICERCA

L’attività di ricerca del Centro è finalizzata alla comprensione, attraverso l’osservazione delle pratiche aziendali, di quali siano:

  • Le forze che condizionano la Redditività d’impresa: alcune evidenze empiriche hanno già confermato che: le caratteristiche dell’ambiente esterno, la fase del ciclo di vita di un business e la numerosità degli attori, la qualità del management e la validità della strategia aziendale (Good or Bad Strategy)  sono  4 variabili determinanti
  • Le pratiche di pianificazione aziendale (corporate planning) nelle imprese italiane: nella prassi di alcune imprese sembrerebbero abbandonate le logiche del piano a medio termine, del piano strategico e anche di quello industriale. Si tende ad optare per approcci più “lean” e più “smart” come la Balanced Scorecard o la pianificazione delle risorse.
  • Misurazione delle performance: what’s happen? da quando nel 1990 il prof. R. Eccles propose “Performance manifesto” molti studiosi hanno studiato i temi connessi alla misurazione e alla gestione delle performance stesse. A che punto siamo? Si sono ulteriormente diffusi strumenti come la Balanced Scorecard (Ricerca Liuc 2002) ?
  • Le pratiche di calcolo e gestione dei costi diffuse nelle imprese italiane: il calcolo dei costi è opportuno che si adegui ai nuovi contesti aziendali abbandonando i tradizionali metodi (Full Costing e Direct Costing) ed esplorarne dei nuovi. Si devono inoltre seguire logiche di cost management e non più di semplice cost control. Qual è stata l’evoluzione negli ultimi 12 anni dopo la Ricerca Liuc del 2007.

 

  • Nella misurazione delle performance: il valore segnaletico del “Valore Aggiunto” e di altre misure espressione della creazione di valore aziendale e di valore condiviso (Shared Value): la ricerca cerca di appurare il tipo e l’intensità delle relazioni tra valore ed Intellectual Capital
  • Il grado di diffusione dell’Integreted Reporting e della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF): lo strumento che cercherà di catturare una serie di patrimoni nel loro impatto sulla creazione di valore economico è l’Integreted Report; la sua diffusione in Italia è ancora contenuta, ma va aumentando sotto la spinta di indicazioni da parte di organismi a livello internazionale (G.R.I.); importante avere un osservatorio.
  • Gli aspetti organizzativi e le implicazioni sui comportamenti delle persone delle misurazioni delle performance: è imprescindibile osservare le implicazioni organizzative della gestione e della misurazione delle performance. Solo la prassi aziendale è infatti in grado di validarne la concreta utilità.
  • Le pratiche di pianificazione e controllo di gestione nelle imprese italiane: a che punto siamo? sta cambiando qualcosa, rispetto a quanto emerso dalle ultime osservazioni, nelle pratiche di pianificazione e controllo nelle imprese italiane ?
  • Le performance nelle imprese 3 F dell’Italian Style (Fashion, Food & Furniture): al di là delle performance economico-finanziarie: si tratta di individuare le variabili e i conseguenti parametri che meglio esprimono le Performance Competitive di questi macro comparti. Ricerca che condotta in collaborazione con le Associazioni di Categoria
  • Possibili applicazioni del Design Thinking nelle attività di pianificazione e controllo: la flessibilità, la concretezza e il contenuto destrutturato dell’approccio Design Thinking ne possono fare una soluzione gestionale particolarmente efficace: da verificare. 

NETWORKING

Oltre ad una collaborazione con alcune fra le più importanti associazioni di categoria italiane dell’area Amministrazione, Finanza e Controllo (tra queste Andaf e Assocontroller), vi sono contatti, anche attraverso la partecipazione a Convegni internazionali con  l’European Accounting Associations (E.A.A.) e l’American Accounting Association (A.A.A.).

Per l’attività di Ricerca vi sono relazioni molto strette con alcune Associazioni di  categorie Federlegno-Assarredo ed Angaisa e Associazioni territoriali Univa, Unione Industriali VCO e Confindustria Umbria.

Le relazioni con il mondo delle Business School, per indirizzare la Ricerca più avanzata, è invece assicurato dal contatto, avviato sin dal 1985, con l’area Planning e Control dell’Harvard Business School e in particolare con il prof. Robert S. Kaplan. Non mancano contatti con il Massachusset Insitute of Technology (Mit) e l’Imd di Losanna.

Vi è inoltre da ricordare che i nostri docenti sono spesso chiamati ad intervenire in programmi di executive education proposti da altre Business School italiane (Istud, Cfmt e MIB Trieste) ed estere (Supsi Manno – CH), nonché in corsi organizzati da alcune Scuole di Alta Formazione (SAF) dell’ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili, di varie Regioni italiane.

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