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PEM: a febbraio sono subito 48 i nuovi investimenti annunciati

Pubblicato il 31 Marzo 2026 Tempo di lettura: 2.8 min

47 i deals mappati lo scorso anno, 34 nel 2024

Castellanza, 23 marzo 2026 – A febbraio, il private equity italiano mantiene il ritmo e prosegue nell’ottimo avvio di 2026, facendo registrare addirittura 48 nuovi investimenti nel corso del mese appena concluso. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’Osservatorio PEM® di Università Carlo Cattaneo – LIUC, attivo nell’ambito delle attività della LIUC Business School, aveva mappato 47 investimenti (34 a febbraio dell’anno precedente).

Il nuovo anno, dunque, si è aperto con un primo bimestre di grande intensità, che vede il settore “viaggiare” ad un ritmo nuovamente da record, anche se il termine di paragone viene identificato nell’anno scorso, il migliore nella storia dell’Osservatorio: 97 deals nei primi due mesi contro gli 80 del 2025. Il mid market è sempre protagonista, ma non manca qualche deal di dimensioni significative.

“I private equity restano alacremente alla ricerca di PMI alle quali portare rilevanti benefici in termini di condivisione di strategia e rischi, internazionalizzazione e managerializzazione. Resta però un divario tra investitore istituzionale e imprenditore: l’advisor specializzato nello M&A può contribuire a colmarlo mediando tra le culture, costruendo una fiducia reciproca, trovando soluzioni che riducano le differenze valutative, smussando gli angoli nelle fasi più calde dei negoziati, governando i tempi di un processo sfidante.” dichiara Guidalberto Gagliardi, Presidente e co-fondatore, Equity Factory.

Le operazioni mese per mese

2024 2025 2026
Gennaio 34 33 49
Febbraio 34 47 48
Totale 68 80 97

Fonte: Private Equity Monitor – PEM

A febbraio, le operazioni di buy out hanno rappresentato il 69% dei deals totali; da segnalare l’ormai consolidato secondo gradino del podio per i deals di tipologia Infrastructure (23%); gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) hanno rappresento il 71%, segnale che gli operatori, in affiancamento alla ricerca di nuove opportunità, continuano in parallelo a concentrarsi anche sul potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio companies. Il Nord Italia costituisce ancor più del solito il principale polo catalizzatore, con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sugli scudi, da segnalare la buona performance del Lazio; prodotti per l’industria, ICT, terziario e cleantech sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, con i primi due comparti che costituiscono circa metà dell’intera industry. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 58% delle operazioni concluse, dato ormai da qualche mese in ulteriore crescita rispetto al trend già positivo dell’ultimo triennio.

A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM® ha mappato una sola acquisizione diretta all’estero realizzata da player domestico (Ambienta SGR), ma di contro ha rilevato una ottima frequenza di add-on aventi quale target company un’azienda straniera, ben sei, con l’Europa quale “meta di conquista” privilegiata.

In allegato, si riporta una tabella con i deals mappati dall’Osservatorio PEM® di LIUC Business School nel mese di febbraio, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.