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PEM: a gennaio sono subito 49 i nuovi investimenti annunciati

Pubblicato il 19 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 2.6 min

33 i deal mappati lo scorso anno, 34 nel 2024

 

Castellanza, 16 febbraio 2026 – Dopo un anno caratterizzato da risultati assolutamente straordinari, che ha visto il settore confermarsi su livelli di attività rilevanti migliorando le evidenze del 2024 e superando anche i record del 2022, il mercato del private equity riparte nel 2026 con ottimi numeri: sono ben 49 i nuovi investimenti annunciati nel corso del mese di gennaio appena concluso. Nel 2025, nel medesimo periodo, l’Osservatorio PEM® di LIUC – Università Cattaneo, attivo nell’ambito delle attività della LIUC Business School, aveva mappato 33 investimenti (34 a gennaio dell’anno precedente). Si tratta del mese di gennaio con più alta intensità di attività nella storia dell’Osservatorio.

Il mid market è sempre protagonista, ma non manca qualche deal di dimensioni significative.

“I numeri di gennaio confermano un dinamismo ormai strutturale del private equity italiano, capace di esprimere livelli di attività record anche in un contesto macroeconomico complesso. La forte presenza di operatori internazionali, che rappresentano stabilmente una quota maggioritaria delle operazioni, testimonia l’attrattività e la maturità raggiunta dal mercato domestico. Al tempo stesso, l’elevata incidenza di operazioni di add-on evidenzia una strategia sempre più orientata al consolidamento industriale e alla crescita per linee esterne delle partecipate, con un focus chiaro sulla creazione di valore nel medio-lungo periodo” dichiara Roberto Travaglino, Senior Partner e Responsabile Commerciale, Investor Relations e ESG Fondo Italiano d’Investimento SGR.

Le operazioni mese per mese

2024 2025 2026
Gennaio 34 33 49

Fonte: Private Equity Monitor – PEM

A gennaio, le operazioni di buy out hanno rappresentato il 65% dei deals totali, molto significativo il 29% di operazioni legate al mondo infrastrutture; gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) hanno rappresento il 61%, segnale che gli operatori si sono concentrati maggiormente sul potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio companies, evidenza tipica degli ultimi anni, più che sulla ricerca di nuove realtà per “arricchire” il proprio portafoglio. Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia e Veneto sugli scudi, da segnalare la buona performance di Toscana e Lazio e del Centro Italia in generale (22%); prodotti industriali, ICT, terziario e alimentare sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, ma si registra una dispersione settoriale molto elevata. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 59% delle operazioni concluse, decisamente sopra la media rispetto agli ultimi anni.

A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM® ha mappato quattro acquisizioni dirette all’estero realizzate da player domestici, oltre a cinque add-on aventi quale target company un’azienda straniera, anche qui a conferma di uno straordinario livello di attività.

 

In allegato, si riporta una tabella con i deals mappati dall’Osservatorio PEM® di LIUC Business School nel mese di gennaio, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.