
Osservatorio sui modelli di private capital
Il mercato del private capital ha registrato una crescita straordinaria negli ultimi quindici anni: secondo Preqin, gli asset under management globali sono passati da circa 4 mila miliardi di dollari nel 2010 a oltre 20 mila miliardi nel 2025, con proiezioni che superano i 30 mila miliardi entro il 2030. Anche in Italia si registra un crescente interesse da parte di investitori istituzionali, asset manager, family office e patrimoni privati per le asset class alternative rispetto ai mercati quotati.
In questo contesto, i modelli di gestione sono in continua evoluzione e presentano oggi una forte eterogeneità.
Il fondo chiuso tradizionale, nella versione anglosassone strutturato come limited partnership tra investitori e gestore, e in Italia, fino ad oggi, tipicamente gestito da una Società di Gestione del Risparmio (SGR) soggetta alla vigilanza di Banca d’Italia, continua a rappresentare il pilastro del settore, pur rinnovandosi su più fronti: tra i principali trend si osservano la crescita degli asset gestiti e il consolidamento tra gestori, lo sviluppo di approcci multi-strategy, la specializzazione settoriale e l’introduzione di nuovi strumenti di raccolta come i fondi evergreen e semi-liquidi, pensati per aprire l’accesso al private capital anche agli investitori retail.
Accanto a questi operatori consolidati, si sono sviluppate tipologie di soggetti più flessibili e meno formalizzati — club deal, holding di investimento, family office — che rispondono alla domanda di famiglie imprenditoriali e di grandi patrimoni privati di partecipare direttamente agli investimenti. Questi operatori si differenziano dai modelli tradizionali — e tra loro — lungo molteplici dimensioni: struttura giuridica e governance, composizione e incentivazione del team di investimento, tipologia di investitori e grado di coinvolgimento, processo decisionale, caratteristiche e strategie di investimento, schemi di remunerazione e modalità di exit.
A completare il quadro, i search fund — o ETA, Entrepreneurship Through Acquisition — stanno acquisendo un peso crescente come risposta al tema del passaggio generazionale nelle PMI italiane e porta di accesso all’imprenditorialità per chi dispone di competenze manageriali ma non del capitale iniziale.
L’Osservatorio sui Modelli di Private Capital, promosso da LIUC Business School in collaborazione con AIFI — Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt — e con il supporto di BNP Paribas BNL Equity Investments, EY-Parthenon e Linklaters, nasce per fornire una lettura sistematica e aggiornata dei modelli di investimento di questo settore.
Costruire una mappatura
sistematica dei modelli di gestione di private capital, identificando le principali tipologie di soggetti, le loro caratteristiche strutturali e il loro posizionamento nel mercato
Sviluppare un framework analitico
per interpretare la varietà dei modelli di business, esaminandone le dimensioni chiave — struttura giuridica e governance, composizione e incentivazione del team di investimento, tipologia e coinvolgimento degli investitori, processo decisionale, strategie di investimento, schemi di remunerazione e modalità di exit — con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura utili a comprendere punti di forza, limiti e traiettorie evolutive di ciascun modello
Trasformare la conoscenza
prodotta dall’Osservatorio in uno strumento concreto di orientamento per imprenditori, investitori e gestori
Analisi desk
Analisi basate su fonti secondarie e dati accreditati
Interviste semi-strutturate
A operatori del mercato: fondi, club deal, family office, advisor, investitori e asset manager
Survey dedicate
Rivolte agli operatori per raccogliere dati su modelli di business, struttura, governante e incentivi
Analisi e report annuale
Sintesi dei risultati in un framework interpretativo dei modelli di private capital
I risultati saranno raccolti in un report annuale, e presentato in eventi pubblici, conferenze e convegni.
Direttore
Alessia Muzio
Team di lavoro
Michele Lertora
L’Osservatorio ha un Comitato Scientifico composto da:
- Anna Gervasoni, LIUC/AIFI (Presidente)
- Alessandra Bechi, AIFI
- Umberto Nobile, EY-Parthenon
- Massimiliano Nitti, Linklaters
- Davide Falconi/Vienda Giacomelli, BNP Paribas BNL Equity Investments
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