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PEM: a marzo sono 48 i nuovi investimenti annunciati, indice PEM-I del primo trimestre a 1208 punti

Pubblicato il 22 Aprile 2026 Tempo di lettura: 4.2 min

Nello stesso periodo del 2025, i deals erano 28, mentre erano stati 36 nel 2024.
Si tratta dei migliori primi tre mesi dell’anno nella più che ventennale storia dell’Osservatorio

 

Castellanza, 16 aprile 2026 – Il mercato del private equity accelera ulteriormente in questo avvio di 2026 e registra ben 145 nuovi investimenti nel primo trimestre dell’anno. Dopo i quasi 100 deals conclusi tra gennaio e febbraio, il mese di marzo segnala una ulteriore crescita con l’annuncio di 48 operazioni finalizzate (furono 28 nel 2025), portando il bilancio del primo trimestre verso la migliore performance conseguita nella più che ventennale storia dell’Osservatorio nella prima porzione di anno.

Nel medesimo periodo del biennio precedente, che si era in entrambi i casi concluso con evidenze da record, l’Osservatorio PEM® aveva mappato 108 investimenti nel 2025 e 104 nel 2024. Dunque, il mercato italiano, nonostante le tensioni sui mercati finanziari, le difficoltà attraversate dall’economia reale a fronte di problematiche di varia natura, nonché il perdurare di condizioni di incertezza a livello politico sullo scenario internazionale, riesce a concludere il primo trimestre con un livello di attività di grande impatto, in controtendenza rispetto a numerose industry.

Anzi, come già accennato e meglio evidenziato nel prosieguo, si tratta della migliore performance registrata dall’Osservatorio nei primi tre mesi dell’anno, nel corso di venticinque anni di studio e mappatura del settore. La sfida sarà, dunque, quella di affrontare il prosieguo del 2026 cercando di preservare e valorizzare gli investimenti in portafoglio e, se possibile, mantenere l’approccio fortemente proattivo al mercato che ha caratterizzato il settore nell’ultima fase storica.

 

Le operazioni mese per mese nel triennio 2024-2026

2024 2025 2026
Gennaio 34 33 49
Febbraio 34 47 48
Marzo 36 28 48
Totale 104 108 145

Fonte: Private Equity Monitor – PEM

 

Sulla base dei valori enunciati, l’Indice trimestrale Private Equity Monitor Index – PEM®I, elaborato dai ricercatori dell’Osservatorio PEM® attivo presso la Business School di LIUC – Università Cattaneo, si è attestato così a quota 1208 punti base, valore record per il primo trimestre e seconda migliore performance trimestrale di sempre (tra l’altro, proprio immediatamente a seguire il quarto trimestre dello scorso anno).

“Il primo trimestre di quest’anno non fa altro che confermare come il private equity ricopra un ruolo sempre più strategico nella crescita dell’economia reale, fornendo un contributo fondamentale nel favorire una maggiore competitività e internazionalizzazione delle aziende. Gli imprenditori sono infatti sempre più consapevoli del ruolo cruciale che operazioni di questo tipo possono avere per garantire un salto dimensionale e manageriale alle proprie aziende” commenta Luca Bonifazi, Amministratore Delegato di Valori Asset Management.

Il 2026, quindi, in estrema sintesi, segnala un numero di operazioni assolutamente soddisfacente, focalizzate come da tradizione sul mid market italiano, evidenziando nel contempo la presenza di qualche deal di grandi dimensioni, come già evidenziato per il 2025.

 

2022-2026: Private Equity Monitor Index – PEM®I (2003 base 100)

grafico

Fonte: PEM® – www.privateequitymonitor.it

 

A marzo, le operazioni di buy out hanno rappresentato ben l’81% dei deals totali, seguiti dalle operazioni collegate al mondo infrastrutture (16%), ormai stabilmente secondo segmento di mercato per importanza; gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) hanno rappresento il 71%, segnale che gli operatori continuano a concentrarsi anche sul potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio companies, pur ricercando nuove opportunità di investimento. Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia ed Emilia Romagna sugli scudi, da segnalare la buona performance del Centro Italia, grazie a Lazio, Abruzzo ed Umbria; prodotti per l’industria, cleantech, terziario e ICT sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, in un mercato che però presenta un notevole grado di dispersione a livello settoriale. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato ben il 64% delle operazioni concluse, dato significativamente sopra la media rispetto agli ultimi anni.

A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM® ha mappato due operazioni di acquisizione diretta realizzate da un player domestico e tre add on conclusi da imprese italiane, sotto la “regia” di un operatore di private equity: meta privilegiata rimane l’Europa, pur con uno sguardo anche agli Stati Uniti.

 

In allegato, si riporta una tabella con i deals mappati dall’Osservatorio PEM® di LIUC Business School nel mese di marzo, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.