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PEM: nel terzo trimestre dell’anno annunciate 120 operazioni; è un mercato trascinato dalle operazioni di add on, in calo gli investimenti diretti

Pubblicato il 21 Ottobre 2026 Tempo di lettura: 4 min

Lo scorso anno i deal erano stati 141; nel mese di settembre registrati 44 investimenti

 

Castellanza, 21 ottobre 2026 – Il terzo trimestre dell’anno chiude con un andamento stabile del mercato del private equity, con 120 operazioni concluse rispetto alle 141 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente. Il mese di settembre segna 44 deals, in diminuzione rispetto ai 53 del 2025, come rileva l’Osservatorio PEM® di LIUC Business School.

Le operazioni mese per mese nel triennio 2024-2026

2024 2025 2026
Gennaio 34 33 49
Febbraio 34 47 48
Marzo 36 28 48
Aprile 24 33 35
Maggio 30 48 48
Giugno 38 40 48
Luglio 47 53 42
Agosto 25 35 34
Settembre 39 53 44
Totale 307 370 396
Di cui: Add-On 158 (51%) 196 (53%) 256 (65%)

Fonte: Private Equity Monitor – PEM

 

Il dato complessivo dopo nove mesi dall’inizio dell’anno parla di 396 operazioni concluse, rispetto alle 370 dello scorso anno, nuovo record per quanto concerne il numero di investimenti: il 2026 sottrae lo scettro proprio al 2025. Ma il mercato richiede un approfondimento, per essere interpretato al meglio: come emerge dalla tabella sopra riportata, l’industria del private equity italiano è trascinata, nel corso di quest’anno ancor più che negli anni passati, dagli add on (operazioni di aggregazione industriale, finalizzate alla crescita per linee esterne e/o alla costituzione di poli industriali), mentre si registra una contrazione degli investimenti diretti.

“Gli add-on, in particolare nel comparto delle PMI italiane in settori ad elevata frammentazione, possono se ben eseguiti, generare una crescita delle dimensioni aziendali e soprattutto della redditività, attraverso lo sviluppo di sinergie operative – e quindi creare valore in una fase congiunturale complessa come l’attuale”, afferma Luigi Terranova, Managing Partner di Riello Investimenti SGR.

Sulla base dei valori enunciati, l’Indice trimestrale Private Equity Monitor Index – PEM®I, elaborato dai ricercatori dell’Osservatorio PEM® attivo presso la Business School di Università Carlo Cattaneo – LIUC, si è attestato così a quota 1000, indice di un buon livello di attività, proprio grazie al notevole contributo offerto dalle operazioni di add on alla dinamica complessiva di settore.

 

2023-2026: Private Equity Monitor Index – PEM®I (2003 base 100)

Fonte: PEM® – www.privateequitymonitor.it

 

A settembre, le operazioni di buy out hanno rappresentato il 91% dei deals totali, la parte residuale del mercato risulta equamente divisa tra le operazioni legate al mondo infrastrutture e quelle di replacement; gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) hanno rappresento ben il 77% (65% su base annuale). Quest’ultimo, come anticipato, appare essere un dato di grande continuità nell’ultimo triennio e costituisce, ad oggi, il più importante elemento in grado di fornire nuova linfa al mercato, che di contro segnala un rallentamento per quanto attiene gli investimenti diretti.

Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia ed Emilia-Romagna sugli scudi, ma è da segnalare il notevole contributo che proviene dal Centro Italia, grazie a Toscana, Lazio e Marche; prodotti per l’industria, ICT e terziario sono i settori maggiormente oggetto di operazioni. L’attività di investimento degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese ha rappresentato il 54% delle operazioni concluse, dato in linea rispetto al trend recente.

A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM® ha mappato due acquisizioni dirette all’estero da parte di investitori italiani e ben sette add on perfezionati da imprese italiane sotto la regia di un operatore di private equity, con mete geografiche essenzialmente europee.

In allegato, si riporta una tabella con i deals mappati dall’Osservatorio PEM® di LIUC Business School nel mese di settembre, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.